TRAVEL JOURNAL #2

Impressioni,culture,sapori e pezzi di mondo.
Scritture di una cosmopolita.

KØBENHAVN e MALMÖ – Vacanze di Pasqua: per me significano solo una cosa, partire. Il clima primaverile sta facendo sbocciare i fiori e le giornate si stanno allungando, ma io ho un po’ nostalgia dell’inverno perciò scelgo una meta il cui clima è tutt’altro che temperato: Danimarca.
Il volo la mattina presto è una condizione che normalmente non sopporto, ma sono andata al risparmio e perciò mi alzo controvoglia alle 4 di mattina per arrivare all’aeroporto di Copenhagen alle 9 circa. Non appena scendo dall’aereo vengo avvolta da un senso di tranquillità perché 1) sono finalmente a terra dopo un viaggio orribilmente tormentato e grazie a dio il mio aereo non è finito in un dirupo e perché 2) pur essendo un aeroporto affollato regnava un silenzio incredibile. In meno di un’ora raggiungo l’hotel dove mi rilasso un attimo prima di partire con la visita.

Mi trovo vicino Tivoli, uno dei quartieri che costituiscono il centro di Copenhagen famoso per i suoi giardini (che in realtà non sono proprio dei giardini ma è un parco divertimenti), dove a due passi si trova anche la Ny Carlsberg Glyptotek che raccoglie tantissimi pezzi di storia e di arte romana, egizia ed europea in generale. Anche l’architettura del museo in sé è molto bella, sale ampie e colorate in contrasto con i pezzi esposti. Al centro della struttura è presente un chiostro al coperto con tanto di aiuole che fanno spazio a una fontana neoclassica al centro.
Le statue neoclassiche sono le sculture che preferisco in assoluto, quindi sono rimasta seduta su una panchina a contemplare quella fontana per un buon quarto d’ora.
Mi concedo altri cinque minuti per studiarmi la cartina della città e poi decido: mi dirigo verso Christianshavn, un quartiere separato dal resto del centro da un canale ma facilmente raggiungibile anche a piedi, stesso quartiere che accoglie Christiania, una piccola città proclamatosi autonoma nei confronti del governo danese quindi autogestita dalle poche decine di abitanti. La cittadina si apre con un cartello di benvenuto e molti edifici tutti decorati da graffiti e murales di ogni genere, poster di propaganda anarchica, bancarelle con gli aggeggi più strani per fumare e sculture di materiali riciclati.

Giovani coperti fin sopra il naso (e non per il freddo) si aggirano tra i turisti cercando di appioppare qualche cavia per le loro vendite poco lecite. Odore di marijuana. Stacco un paio di poster colorati da un muro ed esco da Christiania. Mi prendo un caffè (ma potrei anche chiamarlo acqua sporca) e mi riavvio.

Ritorno dall’altra parte del canale e decido di camminare sul lungomare.É quasi ora di cena e mi fermo in uno dei tanti localini della zona di Nyhavn, antico porto di Copenhagen. C’è tantissima gente che cammina avanti e indietro sulle note di un sassofonista malinconico che suona la melodia di ‘Garota de Ipanema’ magari sognando il clima brasiliano. Come biasimarlo, ho le mani congelate.

Domenica, Pasqua. Oggi vado a vedere la rinomata statua della Sirenetta, protagonista del racconto dello scrittore danese Hans Christian Andersen. Attraverso tutta la città, sempre a piedi (sono convinta che spostandosi con i mezzi si perdono molte cose), fermandomi a guardare il cambio della guardia davanti il Palazzo Reale che trovo molto noioso. Proseguo ancora un po’ e sul lungomare vedo una gran folla. Tutti impazziti per la sirenetta! mi limito a una scattare una foto e me ne vado. Torno verso il centro ma il freddo continua a farsi sentire, perciò essendo nei pressi del Museo del Design ne approfitto per fare una pausa. Illustrazioni pubblicitarie e sedie riempiono i corridoi dell’edificio. L’aria è impregnata di un odore particolare di legno che dopo un po’ comincia a dar fastidio. Trovo il tutto molto interessante.
Fattasi una cert’ora decido di cenare per poi tornare in hotel.

Mi manca solo un giorno prima di fare rientro in Italia e non sapendo bene cosa fare mi informo un po’ su altre cose da vedere lì intorno: musei e solo musei. Che palle. L’unico che trovo più o meno interessante è il Rosenborg Slot, un’ antica residenza per le vacanze della famiglia reale. Ci faccio un salto dato che si trova vicino al mio hotel. Questa ‘villa’ mi appare di misure modeste, più di quanto mi aspettassi, ma ho da ricredermi non appena entro perché tutte le stanze sono  esageratamente decorate da affreschi e tessuti lussuosi, ritagli in oro e argento e “oggetti non del tutto essenziali”.
La stanza che più ha catturato la mia attenzione è stata quella dove sono conservati i gioielli della famiglia. In un seminterrato buio brillano tiare e corone ricoperte di zaffiri, diamanti e pietre tutte sbarluccicanti, tamarrate per intenderci, ma nel contempo affascinanti.

 

Nel pomeriggio decido di andare a Malmö, a mezz’ora di treno da Copenhagen, passando per il luuuungo ponte di Øresund. Malmö è una cittadina tranquilla e carina, sempre sul mare ma molto meno ventilata rispetto a Copenhagen. Passeggiando per le vie del centro leggo i manifesti cercando di capire qualche parola (???????????) ma vengo sempre distratta da qualche bel ragazzo che passa. Più cammino per le strade di Malmö, più mi rendo conto che gli svedesi godono di una combinazione genetica sorprendente!

Il solito repertorio di negozi si ripete, Zara, H&M, Foot Locker… Mi infilo in un bar e mi prendo un thè caldo e nel momento in cui il barista si accorge che sono una turista, comincia a comunicare con me a gesti e in un inglese incomprensibile. Ma sei carino, ti perdono.
Il timore di non beccare il treno giusto comincia a mettermi fretta. Mi sbrigo e corro in stazione passando per il porto, dove, anche lì, la tranquillità era all’ordine del giorno. Faccio qualche foto da brava turista. Poi salgo sul treno e, pregando sia quello giusto, ritorno.

København Hässleholm, azzeccato, sono salva. Scendo-hotel-valigia-dormo che domani alzataccia per tornare. Aeroporto-volo-casa.
Mi sei mancata Italia!
O magari no…

 

Cherol.

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Punk Vanguard

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