SHIRO KURAMATA

Nella metà del ‘900 la storia del design non aveva ancora conosciuto il suo più grande maestro minimalista: Shiro Kuramata (倉俣 史朗) cominciò a studiare design solo nel 1956 all’età di ventidue anni.
Nel ’65 fondò il Kuramata Design Office.
I principi della sua tecnica rispecchiano un nuovo stile asiatico privo di decorazioni tradizionali e sottolineano la purezza, la semplicità e la pulizia della forma. Vuole e riesce a nascondere qualsiasi meccanismo o tecnologia in grado di comporre l’oggetto stesso, tanto che si è detto andasse apparentemente contro la fisica.
La leggerezza viene rappresentata con forme estremamente semplici e con materiali quali vetro, polimetilmetacrilato (una materia plastica trasparente), maglia metallica, luce e altre plastiche.

L’opera più importante è la seduta Miss Blanche presente in poco più di dieci esemplari nel mondo. Kuramata riuscì a posizionare delle rose (artificiali) nel materiale plastico ancora fuso con una tecnica manuale. Creò questo pezzo nel 1988 ma due anni dopo si superò con Acrylic Stool: uno sgabello da 70 kg composto da materiale plastico, una fascia di alluminio e, al posto delle rose, piume.
Nessuna vite o saldatura, la purezza come unico scopo. Questo rende Kuramata il maestro del minimal e di una meravigliosa filosofia.
Ancora nel 1976 presentò una seduta in vetro…e basta: Glass Chair. Pannelli di vetro quasi invisibili tra loro. Usa un adesivo estremamente trasparente ed è difficile concepire che della materia pesante come il vetro possa stare in piedi in quelle condizioni. La semplicità viene portata all’estremo.

“Il mio ideale è vedere gli oggetti fluttuare nell’aria, senza alcun supporto […] Mi sento attratto dai materiali trasparenti, perché la trasparenza non appartiene a nessun luogo specifico, ma ciò nonostante essa esiste ed è ovunque“

Nel ’69 unì la materia alla luce: progettò Luminous Table. Un tavolo dalle forme più elementari possibili composto da una plastica semitrasparente e da luci al neon al suo interno. Anche sta volta il lavoro dell’uomo è invisibile e l’effetto è surreale.
Nel ’70 presentò i famosi cassetti Forniture in Irregular Forms e un altro pezzo estremamente importante fu il tavolino Twilight Time (1985) in vetro e maglia metallica.

Questo uno dei più grandi designer alla ricerca di una soluzione originale e poetica al dilemma della cultura giapponese postbellica, tesa all’occidente anche se ferma ancora alle strutture tradizionali.
Morì nella città natale, a Tokyo, il primo febbraio 1991.

“My strongest desire is to be free of gravity, free of bondage. I want to float”

Joe Seeb.


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Punk Vanguard

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