Potlatch. VOX DELITTO

L’accampamento è stranamente silenzioso stamattina, la tenda sudorifera è vuota e  anche nel grande teepee centrale non vi è alcun movimento.  No, non può trattarsi della Danza del Sole, non ci sono stati i preparativi adatti.

Eppure qualcosa sta accadendo: si sente nell’aria un’euforica attesa.

Ed eccoli finalmente i contendenti, si stanno sistemando attorno al totem che raffigura gli spiriti guida che ci proteggono, a loro affidano giudizio e testimonianza di ciò che sta per avvenire. Sono pronti a sfidarsi nell’unica arte che può ripristinare l’ordine e la gerarchia di potere nella tribù, antropologicamente ed organicamente legata dal rituale della distruzione e dello sperpero dei beni più lussuosi posseduti dalle famiglie.

Signore e signori, benvenuti in un Potlatch indiano.

I Vox Delitto, band padovana molto attiva sul suolo veneto e non solo, hanno deciso di farci vivere un viaggio nelle grandi praterie del Nord America, dove i bisonti corrono ancora selvaggi e l’acquavite dell’uomo bianco è merce sconosciuta.

Questo Ep è ben contestualizzato, lo si capisce dal primo ascolto di Little Boy, opening track e segno di un’accurata ricerca di una cornice di riferimento precisa cui appoggiarsi per la costruzione di un immaginario coerente.

Subito dopo si ha l’unica nota negativa del disco: ovvero una versione stoner del classico jingle per bambini Gli Indiani al Centro della Terra, di cui sinceramente non ne ho sentito il bisogno.

Siamo ancora nella fase liminale del rito, stiamo cercando una forma nuova, e ci imbattiamo in Rovine, brano strumentale che riporta l’attenzione su un piano quasi onirico.

Il Mare ci investe con una crescita costante e mai banale, come una marea che dolce ma inesorabile avvolge e ricopre ciò che ha di fronte. Miglior prestazione del progetto.

Il richiamo alla distruzione è evidente, Hibakusha – i sopravvissuti ad Hiroshima e Nagasaki – ne è la prova, ed ora che tabula rasa è stata fatta, è il momento di alzarsi per ripartire e creare qualcosa di nuovo.

Regola e caos, tradizione e rinnovamento, mito e realtà sono tutte dimensioni ben esplorate nell’Ep –  che di sicuro non è di facile ascolto se si è abituati a prodotti pop –  ma sicuramente, ora che il rituale è avvenuto e l’ordine è stato ristabilito, riuscirà a soddisfare tutta la tribù di ascoltatori che vorranno avventurarsi tra questi suoni.

 

Voto: 4/5
Top Track: Il Mare                                                                                                  

Douglas Fir

https://voxdelitto.bandcamp.com


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Punk Vanguard

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