Intervista a Pietro Berselli

In occasione del suo ritorno in tour e di quello imminente in studio di registrazione, abbiamo raggiunto Pietro Berselli, cantautore Post Rock del roster Dischi Sotterranei, per scoprire come si è evoluto il suo percorso dall’uscita dell’EP di debutto, Debole (Senza Regole).

Ciao Pietro e ben ritrovato su Punk Vanguard. La nostra recensione di Debole (Senza Regole) risale alla fine della primavera. Da allora, cosa è successo? Su cosa ti sei concentrato?

Ciao amici di Punk Vanguard, è sempre un piacere parlare con voi!

Dall’uscita di Debole (Senza Regole) sono successe ovviamente moltissime cose tra concerti, festival, nuove conoscenze, nuovi amici, nuove canzoni, insomma di tutto! Ma la cosa più bella di tutte è stato notare come il mio lavoro arrivasse sempre di più al pubblico, e questo si è visto a molti concerti, i fan aumentano e con loro la mia voglia di scrivere ancora.

Ti abbiamo definito, musicalmente parlando, un solitario. Questa definizione, sul palco, non è del tutto corretta. Si dice che tu non possa più fare a meno della tua band, per quale o quali motivi?

Quel che si dice è vero. La mia band è diventata via via sempre più importante. Certo, faccio e farò ancora dei concerti in solitario, ci mancherebbe quella è un dimensione della mia musica che non voglio abbandonare e anzi, coltiverò sempre di più con nuovi arrangiamenti e strumenti. Ma tornando alla dimensione band: nel futuro vedo un secondo tour (questa volta del disco) molto più aggressivo. Infatti aumenta sempre di più la mia fame di rabbia repressa. Solo con la band potrò esprimere al meglio questa necessità. Insomma ,tanto per non finire a urlare su un palco da solo con un megafono!

Dalla stesura dei primi brani che hai inserito nel tuo EP all’evoluzione live, è cambiato qualcosa nella tua interpretazione degli stessi?

L’interpretazione è la cosa che mi interessa di più. Ovviamente molte delle sensazioni, immagini, e concetti che mi trovo a raccontare sul palco, risalgono ormai a qualche tempo fa, quindi per me il concerto è ogni volta un necessario tuffo nel passato, un’indagine continua di chi ero e un confronto formale con chi sono adesso. Mi costringo a rivivere certi momenti nel meter dell’esecuzione del brano, in questo modo l’interpretazione non è falsata dal tempo. Spero che questa tecnica di ricordo forzato riesca almeno a rafforzare il rapporto con l’inconscio, almeno risparmio in terapia!

Quali sono le reazioni dei tuoi ascoltatori che più ti affascinano?

Mi è capitato ad uno degli ultimi concerti vedere ragazze e ragazzi che, ad occhi chiusi, si godevano le canzoni come un momento di empatia. Questa è la reazione che di sicuro più mi piace vedere quando canto, capire che le parole non sono lanciate all’aria ma che trovano ascoltatori interessati.

Riesci a darci qualche anticipazione sul tuo prossimo lavoro? Intanto ti auguriamo il meglio. A presto!

Il mio prossimo lavoro è in fase finale di sviluppo creativo. Poi a breve ci saranno le registrazioni e poi si vedrà. Posso anticiparvi che ci saranno tracce inedite mai suonate dal vivo e mai caricate su qualsiasi piattaforma, speriamo che piacciano! Il titolo del disco è già stato scelto ma aspetterò a dirlo per scaramanzia. Posso dirvi che ci saranno riferimenti legati ad una certa letteratura, un gioco di imbastardimento delle fonti. Col massimo rispetto e bipolarità dei racconti.

Ragazzi, spero di vedervi presto, un abbraccio!

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La firma di Pietro Berselli: il cantautore ci saluta dopo averci fatto conoscere una piccola, affascinante parte del suo mondo. Ci lascia ai nostri pensieri, a colloquio con noi stessi, un po’ più vivi. Il tour di Pietro Berselli continua: Venerdì 16 ottobre al Flat (Ve) Mestre, una serata Sotterranei. Sabato 17 ottobre al Color Café (Vi) di Bassano, in collaborazione con Dischi Soviet Studio e Punk Vanguard.


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Punk Vanguard

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