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Animali Notturni – Tom Ford oltre la moda

  • By Punk Vanguard
  • Published December 10, 2016
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Le giornate si fanno sempre più corte, sembra mezzanotte quando passeggio verso il cinema.

Incuriosito da commenti captati qua e là, decido che “Animali notturni” sarà la mia prossima preda. Non ho visto il trailer, non so quali siano gli attori e tantomeno il genere. Forse ci sto andando solo per noia. Forse mi guida l’amore che provo verso i capolavori stilistici di Tom Ford.
Arrivato all’orrendo edificio mi cade lo sguardo sulla locandina… Non pensavo ci fosse Amy Adams, nulla di personale ma non mi ha mai fatto impazzire. Cominciamo bene.

—Buonasera. Due biglietti per Animali Notturni.
—Certo, allora per Animali Fantastici vi possono andare bene i posti in…
—Notturni cazzo!

Il film comincia e la dimensione cambia. La mandibola smette di masticare i popcorn caramellati e tutto il mio corpo si concentra, lo schermo mi strega.
Chi non si sofferma alla prima impressione che può dare un fotogramma saprà apprezzare.
Il tutto risulta così realistico e crudo che a volte lascia spiazzati.
La fotografia e i tagli mi impressionano. Questa è la mia prima esperienza con Tom regista (rimedierò il prima possibile con a “A Single Man”). La trama e la scelta dei personaggi é geniale, due filoni che metaforicamente e temporalmente si uniscono, rendono il film molto accattivante.

Susan é una gallerista che, nonostante i notevoli traguardi raggiunti e una vita apparentemente perfetta, è  insoddisfatta. La sua routine viene spezzata da un pacco arrivato per posta: si tratta di un manoscritto, a lei dedicato, inviatole dall’ex marito che non sente da 19 anni. Leggendo il libro intriso di violenza comincerà un processo interiore che la porterà a una rottura e la renderà tremendamente fragile.

Suspense e dramma sono le portate principali. Romanticismo cinico.

Nota, ovviamente, sui costumi che trovo impeccabili in ogni sequenza del film. Sembra siano parte integrante della fisionomia dell’attore, enfatizzano le emozioni provate dai personaggi.
Una nota critica alla società di cui fa parte lo stesso regista, nulla lasciato al caso.

Consigliato.

Giovanni Orlando