Monthly Archives: July 2015

Intervista a 2piu2design

  • By Punk Vanguard
  • Published July 31, 2015
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A cura di Nausica Hanz

Punk Vanguard Magazine è lieta di presentare l’intervista a 2piu2design. Artista di stencil e street art conosciuta in quasi tutto il mondo grazie alla sua arte dirompente e ironica.

Parlaci un po’ di te: il tuo background, i tuoi studi…
Quando ero bambina facevo collage con i volantini dei supermercati. Alle superiori ho disintegrato la mia stanza e rifatta come un quadro di Pollock, alla fine mi sono iscritta all’Accademia di Belle Arti di Bologna e nel 2001 decisi di non disegnare mai più per non offendere l’arte Ho iniziato a lavorare al computer e ai siti internet grafica non a caso ho fatto la tesi su internet come nuova forma d’arte.

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Skeleton Dance

Perchè la scelta di questo nome d’arte?
2 motivazioni:
1) Il giorno del mio 22esimo compleanno feci un autoritratto: al posto degli occhi misi il numero 2 il naso era un + e guardandolo dissi 2+2.
2) In arte 2+2 non fa 4, se hai due quadri di Van Gogh e due di Picasso non puoi dire ho 4 quadri ma hai 2 Picasso e 2 Van Gogh.

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Batman Can Fly

Da dove nasce la tua arte e a cosa si ispira?
La mia arte nasce dai rave, dalla guerra, dalla strada. Mi ispiro a Pollock, Dalì, Van Gogh e alla street art.

Come definiresti le tue opere?
Quando faccio un lavoro è come se gridassi al mondo tutto quello che ho dentro.

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I’m a Lion

Quando crei che cosa provi?
Passione, sfogo, mi sembra davvero di urlare.

Quali sono i tuoi soggetti preferiti?
Maschere a gas, ritratti in chiave punk, bambini, anziani, simboli religiosi e scene post apocalittiche.

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Dove sono state esposte le tue creazioni?
Australia, America, Inghilterra, Francia, Germania, Irlanda etc…

Ti senti riconosciuta come artista in Italia?
Io non esisto in Italia.

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In passato hai mai avuto problemi a causa del tuo lavoro?
Certo ho dovuto fare delle scelte. Ho scelto l’arte perché senza di lei sarei morta.

Fai parte di qualche comunità di artisti e com’è il tuo rapporto con gli altri disegnatori della strada?
Faccio parte della SSOSVA: The Secret Society of Super Villain Artist. Una società segreta di artisti sparsi in tutto il mondo, c’è chi fa street art, chi sculture e chi lavora con l’olio… c’è di tutto. Con loro partecipo a mostre in giro per il mondo. Io sono la Vectorqueen perché disegno con il computer (grafica vettoriale). Gli altri artisti del gruppo sono come fratelli per me, mi aiutano ed ascoltano. Sono la mia famiglia

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Come vedi il tuo futuro?
Lontano da qui.

Link dell’artista:
https://instagram.com/vectorqueen2/
https://www.facebook.com/2plus2design
https://www.facebook.com/SSOSVA

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Pippi longstonking is punk

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Punk weekly 12/07/2015

  • By Punk Vanguard
  • Published July 13, 2015
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Punk Weekly e le novità più interessanti del panorama musicale:

 

– Nuova mashup/re-work per Daphni, il progetto alternativo di Caribou.

 

 

– A settembre sarà finalmente pubblicato il nuovo album dei The Dead Weather. La loro terza fatica si intitolerà “Dodge & burn”, e conterrà i singoli già pubblicati negli ultimi due anni.

 

– Maximum Balloon ci fa sentire qualcosa di nuovo dopo 5 anni di silenzio. Che sia in arrivo un nuovo album?

 

– Il dance-pop dei Delorean si sposa con la psichedelia grafica di Joan Guasch per il video di “Crystal”, singolo che anticipa l’album che uscirà il prossimo anno.

 

– Boys Noize ha da poco pubblicato “Strictly Raw Vol. 1”, un mini-album per festeggiare i dieci anni della sua label Boysnoize Records. Ecco il video di “Cerebral”.

 

– Esce il video di “Get your fight on” dei Prodigy, tratto dall’album “The day is my enemy” uscito a marzo.

 

– E vogliamo parlare un attimo dei Korn che rifanno la base di “Bitch better have my money” di Rihanna? Bomba.

 

Venezia Hardcore Fest 2015

  • By Punk Vanguard
  • Published July 8, 2015
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Il contesto hardcore è una realtà parecchio variegata e intrinseca. Spesso denigrato, spesso banalizzato da quei molti che, con molta non curanza, si limitano a generalizzare etichettandolo in maniera semplicistica come fosse un prodotto musicale come un altro; “hardcore is more than music”. Questa è una di quelle frasi che, come un pilastro miliare, ha da sempre sorretto quella che noi tutti seguaci preferiamo definire una cultura, la nostra.

Ora però, reputo futile dilungarmi eccessivamente sull’inifinità di significati che l’hardcore può avere, perché questo a sua volta è l’insieme di un’infinità di rappresentazioni, sia oggettive che soggettive, che vanno dai più viscerali e personali stati d’animo a vere e proprie rappresentazioni globali e politiche che, grazie alla musica e alla trasmissione di essa, si diramano e concretizzano all’interno dello scenario underground e nella coscienza dei singoli.

È anche vero che per una cultura che nasce e prende forma nel cosidetto “sottosuolo” è difficile che riesca ad ottenere un gran seguito, limitato sia dalla scarsa visibilità sia dalla carenza di una vera e propria scena consolidata che, fra la moltitudine di realtà e prodotti di matrice pop, arranca affinché possa espandersi ed emergere.

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In Italia, seppur frammentaria e poco lineare negli anni, la scena è presente. Specie nell’ultimo periodo, anche grazie al formarsi di collettivi di band che a gran voce sono riusciti a ricamare nelle proprie zone dei contesti attivi conditi dalla presenza sempre più crescente di eventi dedicati.

Questo è il caso del collettivo Venezia Hardcore. Nato per promuovere e sostenere la scena veneta, ha ormai da qualche anno affermato la propria priorità nel panorama italiano, raccogliendo e concretizzando quella che a mio avviso è una delle più belle realtà nel nostro bel paese.

Ogni anno, dal 2012, questo collettivo, grazie alla forza d’animo dei membri delle band, sia giovani che meno giovani, con tanta voglia di fare è riuscito a creare quello che ormai è l’evento clou della stagione: il Venezia Hardcore Fest, che quest’anno, alla sua terza edizione, ha visto raggiungere il suo massimo splendore, con una miriade di live, sia di band locali che estere.

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Era da po’ che non mi capitava di viaggiare per concerti, vuoi la crisi e i pochi soldi, vuoi l’appiattimento della scena e i pochi stimoli, ma quest’anno ho voluto riattivarmi un po’ e cogliere qualche occasione; non appena ho visto fuori la line up del Fest ho iniziato a mettere un po’ di cash da parte e nel arco di un paio di mesi eravamo sparati sulla TO-VE in dirittura d’arrivo, partenza alle 7 del mattino dalla provincia Torinese, arrivo previsto per le 14 circa.

E così è stato. Arrivati alle porte del Rivolta di Marghera abbiamo da subito iniziato a respirare un’aria che non sentivamo da tempo, con fare nostalgico e presi da un’euforia strepitosa ci siamo infilati all’ingresso accolti da mille sorrisi e da gente presa bene quanto noi di essere lì in quel preciso istante.

Varcata la soglia, l’atmosfera era accogliente e quieta nonostante i preparativi fossero ancora in fase d’ultimazione, con gente che andava e veniva per portare e prendere roba dai van delle band che mano a mano iniziavano ad arrivare.

Nell’attesa ne abbiamo approfittato per fare un giro per rubare qualche scatto della location che si presentava in chiave molto underground e ben organizzata con due palchi allestiti e una zona totalmente dedicata alle label e al merch delle band, il tutto coronato da un half-pipe dove qualche rider già iniziava a scaldare i coping.

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Alle 16 in punto, come da programma, dopo la proiezione del documentario Black Hole di Turi Messineo che getta “uno sguardo sull’underground italiano”, sono iniziati i concerti che in un susseguirsi frenetico e vorticoso sono andati avanti non-stop fino alle 2 di notte e che hanno visto chiudere le danze dai Trash Talk, band storica californiana, in attivo da più di dieci anni.

Durante l’arco di tutta la giornata oltre venti band si sono esibite sui palchi, sia locali che estere, tra le quali gli Gnarwolves (UK), i No Turning Back (NL), gli israeliani Kids Insane, e i quotatissimi Slander da Venezia, che si sono dati il cambio sui due palchi, infuocando tutto, nel vero senso della parola.

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Non ho mai visto, in tanti anni di concerti e festival, una situazione spettacolare come quella del Venezia Hardcore Fest: centinai di persone che prese dalla fotta si lanciavano ogniddove in un mosh pit scalmanato e irrefrenabile.

Dopo tanti anni di permanenza e attività sia musicale che di supporto nella scena, mi sono davvero sentito ripagato dal contesto ritrovato in quel di Venezia. Dopo tanti anni, dopo tanti concerti da dieci persone sotto al palco, ritrovarmi in un festival italiano esclusivamente hardcore da oltre 2000 (duemila!) persone ha davvero riacceso in me la voglia di musica e di contestualizzare, anche grazie alla mia vocazione letteraria, quella che molti ormai reputavano una cultura morta.

Hardcore is still alive!

 

Yomi Mamuthones

Foto di Zelda Ambra Pizzato

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KLUNE

  • By Punk Vanguard
  • Published July 8, 2015
  • Tagged

Cosa sono i generi musicali?
Personalmente li considero schemi di riferimento per il pubblico, che cerca di racchiudere in una parola l’espressione dell’artista. Abbastanza limitante a mio avviso.
L’anima è senza confine, e nella sua manifestazione musicale c’è bisogno di ascoltare i suoni con pancia e orecchie, lasciando il cervello spento, almeno per una volta.

Vi presento i Klune: trio padovano formato da Alberto Pagnin – Bodwan è il suo progetto solista – come compositore, Giulio Abatangelo alla chitarra e Giovanni Solimeno alla voce.

Si sono formati a gennaio 2014, e dopo aver trovato stabilità sono usciti col primo EP. Tre tracce mature, frutto della fusione di background musicali differenti, con in comune la passione per Bonobo e Chet Faker. Sono costantemente in studio a comporre, ma ne sentirete sicuramente parlare per il loro approccio live, parte integrante e fondamentale del progetto.

“Eh, ma cosa fanno?” Probabilmente ve lo starete chiedendo.
Elettronica, Ambient, Pop, RnB…decidete voi. Questo è un lavoro che fra tutte le definizioni e sottogeneri che possiamo elencare non ha una cornice definita. Ascoltatelo e provate a farne la colonna sonora della vostra vita quotidiana, e di sicuro una, ma anche più situazioni dove inserire questi brani le troverete di sicuro. In fin dei conti si parla di immaginazione e fantasia.
L’unica cosa che mi permetto di anticipare è che il progetto Klune è elegante: dall’artwork alle melodie, il risultato è un esordio minimal, ma innovativo e di classe.

Hope, Woman e Cinnamon (Feat EMAY): tre brani da “Ma di chi è questa canzone?” assicurato.

CONTACTs
www.facebook.com/kluneofficial
www.twitter.com/kluneofficial
www.soundcloud.com/kluneofficial
klune.band@gmail.com

Andrea Faso Fasolato

Punk Weekly 05/07/2015

  • By Punk Vanguard
  • Published July 6, 2015
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Punk Weekly e le novità più interessanti del panorama musicale, a cura di Peter N. Whelan:

– Nuovo video per The Internet, “Girl”, tratto dall’ultimo album da poco uscito, “EGO DEATH”.

– Puff Daddy collabora con Pharrell Williams per questa “Finna Get Loose”. Si sente molto il tocco di quest’ultima sulla strumentale.

– Nel frattempo lo stesso Pharrell pubblica in esclusiva per Apple Music il suo ultimo singolo, “Freedom”. Qui lo streaming su BBC Radio 1:

– Kendrick Lamar pubblica il video del secondo singolo estratto da “To pimp a butterfly”. “Alright” vede il rapper protagonista di alcuni stunt spettacolari.

 

– I The Arcs, il side project di Dan Auerbach, già frontman dei The Black Keys, ci fanno sentire la seconda anticipazione del loro primo album. “Yours, Dreamily” uscirà il 4 settembre per Nonesuch Records.

– Dopo tre anni dalla sua ultima fatica, torna Santigold con una nuova canzone. “Radio” fa parte della soundtrack del film Paper Towns, ma l’artista ha detto che il suo prossimo album è vicino.

 

– Avevamo anticipato la settimana scorsa l’uscita di un video molto strano dei Disclosure, e “Holding On” non tradisce le aspettative. I fratelli hanno dichiarato che tutti i video tratti da “CARACAL”, il loro nuovo album, saranno connessi come le puntate di una serie tv.

 

– Sempre in tema di video che sembrano film ecco l’ultimo singolo di Rihanna, “Bitch better have my money”. Non adatto a persone sensibili.

– Infine i Chemical Brothers, che con “EML ritual” sono alla quarta anticipazione del loro prossimo album, che ricordiamo uscirà il 17 luglio. In questa l’ospite è l’Ali Love di “Do it again”.